TEORIE A CONFRONTO

Come per tutte le questioni economiche, la letteratura empirica propende debolmente per il fatto che al crescere della concentrazione dei redditi diminuiscano i consumi. Nel mondo keynesiano delle origini, questo era un problema, perché tutto dipendeva dal reddito corrente. Poi arrivarono i monetaristi e si inventarono il reddito permanente, dove il soggetto fondava le sue decisioni di spesa anche su eventi futuri. Ma poi anche qui, le prospettive sono peggiorate, perché in genere ogni soggetto razionale attinge dal presente e da alcuni segnali certi sulle evoluzioni future (es. la dinamica di breve medio – periodo della popolazione) per capire che il mondo neo-ottocentesco avrebbe peggiorato per molti la propria capacità di reddito: stipendi in caduta libera, pensioni in riduzione, cancellazione della classe media, welfare state in via di smantellamento.

IL RITORNO AL TARDO OTTOCENTO

L’ideona tardo-ottocentesca resta comunque sempre valida: non hai i soldi per comprare l’auto, visto che me li sono pappati io? Bene, allora te li presto. Poi sul fatto che peggiorino le prospettive, e dunque non conviene farsi prestare denaro dalle banche, non fa nulla. E allora: pronti, via. La banca centrale inonda il mercato e non solo per finalità di consumo, ma anche allo scopo di aumentare gli investimenti e le operazioni di M&A (acquisizioni tra imprese). Soprattutto, si chiude un occhio sulla speculazione sui mercati secondari (si veda il crash immobiliare Usa) al fine di creare effetto ricchezza. Compro a cento, rivendo a centodieci e i dieci li spendo.

Ma poi il crash. Si pensa di poter far aumentare il rischio ad libitum, ma non è così. E allora ci sono due soluzioni che vengono, in genere, proposte insieme.

LE SOLUZIONI

La prima è che la banca centrale ritiri tutta la fuffa in circolazione, soprattutto se è stata cartolarizzata. La seconda è cercare di affossare i risparmiatori che hanno dato soldi alle banche in certe forme ovvero che mantengono eccessi di liquidità, scaricando su di loro tutta l’economia da ritardo mentale da cui assistiamo da quasi tre decenni.

Le insulse divisioni verticali che hanno sostituito quelle orizzontali dei classici non hanno più senso. Che tu sia lavoratore o piccolo produttore (in pratica un lavoratore che è formalmente un imprenditore), risparmiatore o consumatore sei sempre fottuto. Perché la divisione orizzontale tra classi rimane e, anzi, è più forte di prima. I maiali sono sempre più all’ingrasso e i poveracci sempre più in difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena.

In questo mondo, non esistono pasti gratis, non esiste la supremazia della vita sul profitto: e questo lo abbiamo visto bene con l’esplosione della pandemia di covid-19.

E’ un mondo difficile, direbbe un noto cantante, dove dimenticherei la “felicità a momenti”, ma concordo in pieno sul futuro incerto.

Joe di Baggio