Il sesso degli angeli: una definizione

Il dizionario Hoepli definisce la discussione sul sesso degli angeli, modo dire un tempo molto in voga, come il “perdersi in discussioni sottili e oziose su argomenti futili, su problemi inconsistenti, inutili, insolubili o immaginari. Anche cavillare su particolari minimi o marginali”. Abitudine che, probabilmente, fa esplicito riferimento al tempo in cui i teologi bizantini perdevano intere giornate per affermare che gli angeli fossero privi di sesso, piuttosto che possessori di potta o minuscolo pene. Forse più il secondo, da come venivano rappresentati ovunque dall’iconografia sacra. Questo, comunque, resta un particolare irrilevante per i nostri scopi, visto che non siamo esperti teologi e neppure storici dell’arte: quello che ci interessa è il modo di dire indichi argomentazioni oziose e, sin anche, prive di senso.

I conti delle banche commerciali

Su questo specifico modo di dire, tuttavia, vengono alla mente una gran teoria di discussioni inutili, una su tutte quella relativa al conto economico delle banche centrali che si mettessero a distruggere impietosamente fuffa (debiti cartolarizzati, obbligazioni, etc. inesigibili come negli USA) o eccesso di debito pubblico (come in Europa). Un bel falò insomma, che porterebbe in perdita la nostra beneamata banca centrale.

Proviamo ora a fare un ragionamento semplice per cercare di far comprendere perché si parla del nulla più assoluto. Prendiamo ad esempio una banca commerciale e limitiamo il discorso a raccolta e impiego di fondi. La banca raccoglierà sul mercato un certo quantitativo di denaro sul quale pagherà un certo tasso di interesse e, di converso, presterà i fondi raccolti, facendo pagare un interesse. Inoltre, essa presterà ai prenditori di fondi in modo da minimizzare il rischio di insolvenza. Ammettiamo che ad un certo punto un evento catastrofico renda inesigibili gran parte dei prestiti concessi: questo non saranno più considerati attivi e nel conto economico saranno considerati come dei costi che porteranno in perdita l’istituto di credito. Ciò accade perché, di converso, le obbligazioni (in senso giuridico) presenti nel passivo di conto economico sono passività reali nei confronti di depositanti o investitori reali.

Esiste quindi una stretta relazione tra perdita rilevata, incapacità del debitore che ha preso a prestito di rimborsare la banca e debiti della banca verso depositanti e investitori che devono essere ripagati dai flussi di rimborso. Inoltre, il patrimonio netto (prestiti meno depositi e altre forme obbligazionarie di terzi per intenderci) deve mantenere certi valori standard sotto i quali occorre che i soci ricapitalizzino.

I conti delle banche centrali

Ma cosa avviene in una banca centrale. Qui la situazione è un po’ diversa. Immaginiamoci, per esempio, un’operazione di quantitative easing. La banca centrale, per prima cosa, creerà moneta, iscrivendo base monetaria in dare e una passività “fittizia” in avere. E con fittizia si intende che non esiste alcun creditore reale che può vantare diritti di rimborso nei confronti della banca. Con tali mezzi creati dal nulla, allora, essa sequestra dal mercato secondario titoli di stato, per esempio, per immettere liquidità nell’economia. Ora, così facendo, ammettiamo che la banca centrale rastrelli un sacco di titoli pubblici e che insorgano eventi straordinari, come l’attuale pandemia. Che succederebbe?

Beh, in teoria la banca centrale potrebbe pensare di distruggere i titoli pubblici in portafoglio e portare a perdita il relativo ammontare in conto economico. Il patrimonio netto potrebbe addirittura diventare negativo.

Ma manca un nesso molto importante. La perdita rilevata non avrebbe alcun senso, perché nel passivo non esiste alcun debito “reale” con soggetti reali.

Si tratta solo di un debito segno che è servito per creare la necessaria liquidità. Ma è un debito che si può direttamente cancellare a fronte degli attivi in portafoglio – quindi senza passare per il conto economico – perché non esiste un reale soggetto a cui la banca deve restituire del denaro preso a prestito. Insomma, qui la banca centrale ha agito un po’ come un demiurgo che, dal nulla, ha creato moneta.

Di conseguenza, la questione ridicola è legata alle innumerevoli discussioni su moneta e sesso degli angeli che sembra avere quale unico scopo quello di tenere in stato di difficoltà un sistema che tende a produrre effluvi di moneta e sequestro di obbligazioni solo al fine di rimediare a situazioni nate per sola speculazione e che hanno messo in difficoltà il sistema bancario.

La domanda che lascio è semplice. La FED, dopo il 2008, ha ritirato dal mercato, creando e immettendo la necessaria liquidità, per togliere dal circuito economico circa tremila miliardi di dollari inesigibili, ovverosia che nessuno pagherà mai. La domanda è: che ne è stato di quei titoli, del patrimonio netto della banca e cosa è successo al sistema americano e mondiale?

Sono andati distrutti a scadenza e non è successo nulla, perché ciò che tutti temevano era l’inflazione. Resta quindi una sola domanda: perché in casi di emergenza si resta ancorati a riti antiscientifici ottocenteschi e si agisce diversamente solo quando il capitale finanziario è in difficoltà?

Riassunto: La discussione sugli effetti economici e patrimoniali di insolvenze degli attivi delle banche centrali è divenuto il nuovo modello di discussione che origina da quello teologico sul sesso degli angeli. Locuzione che ha assunto, recentemente, il significato di inutile. Contrariamente ad altri soggetti privati, la banca centrale può creare ricchezza dal nulla, iscrivendo in bilancio una passività fittizia che non deve pagare a nessuno. L’utilizzo di base monetaria e il passaggio a perdite degli attivi è avvenuto solo per sorreggere le speculazioni e le operazioni rischiose operate dal capitale finanziario. Per il resto, la banca centrale resta ancorata a tabù antiscientifici, anche quando le circostanze sono straordinarie come con la recente pandemia.